| Ricette |
"Pappardelle ai mirtilli di bosco e porcini”
Una nuova ricetta nella quale il nostro Chef unisce i sapori del bosco in un piatto davvero invitante. "Cajoncie da Fighes” Questa è una ricetta che ho particolarmente a cuore.Forse il piatto più ricco di storia della cucina ladina. Agli inizio dello scorso secolo gli uomini della valle emigravano per lavorare all’estero come pittori ed al rientro dalle loro lunghi stagioni lavorative potevano riportare a casa solo cose piccole che fossero facilmente trasportabili e conservabili. Nasce così questo raviolo che presto diventa il piatto delle famiglie più abbienti, viene servito nelle occasioni importanti tipo i matrimoni o nei periodi di magro prima di pasqua. Il piatto è dolce e questo per anni mi ha fatto dubitare sul fatto di proporlo o meno, una volta presa la decisione di metterlo in carta ha riscosso subito successo anche fra gli ospiti italiani per la pasta: Per il ripieno: 1 kg di farina 500 gr. Di fichi secchi 6 uova intere 100 gr. Di pane Poca acqua Sale Semi di papavero 1 cucchiaio di olio Preparazione della pasta: impastare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto uniforme e compatto quindi lasciare riposare per un paio d’ore. Preparazione del ripieno: ammorbidire i fichi secchi nel forno a vapore per alcuni minuti con il pane. Amalgamare il tutto al cutter. Procedimento e presentazione: Tirare la sfoglia, adagiare un nocciolo di ripieno, bagnare la pasta e chiudere il raviolo dandogli la forma desiderata. Cuocere in abbondante acqua salata, scolare e lucidare nel burro fuso. Impiattare circa 5 ravioli per persona, decorare con semi di papavero. Il nostro abbinamento: traminer aromatico, VILAR |















Questa è una ricetta che ho particolarmente a cuore.

