| Un assaggio sorprendente, Dona' Rouge 2006 |
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Di Hartmann Doną ne avevo sentito parlare molto. Il suo passato da tecnico di Terlano dal 1994 al 2002 lo rende, ai miei occhi, gią una garanzia di uno stile nel quale mi riconosco in pieno, quello dei vini fini, eleganti, che non vogliono mai impressionarti ma restano la in silenzio con tanta voglia di farsi scoprire.
Ieri sera ho apero una bottiglia di Doną Rouge 2006 e per l'occasione sono andato a prendere uno dei miei bicchieri da degustazione preferiti in modo da poterne scoprire poi tutti i tratti... insisto e credo tantissimo nel fatto che un buon bicchiere possa valorizzare un vino. O che un bicchiere non all'altezza non lo aiuti affatto. 85% di Schiava, 10% di Pinot Nero ed un 5% di Lagrein compongono questo Mitterberg Igt 2006. All'aspetto il vino colpisce per la sua luminositą, di un colore rosso rubino con disco granato che nel bicchiere si muove mettendo in luce una buona compattezza. Il naso, appena versato nel bicchiere, č gią molto espressivo. L'apertura č dominata da note di spezie e di tostature, cioccolata amara e caffč in polvere ed anice, successivamente arriva il floreale che mi ricorda delle note di un pout pouri di fiori rossi, lavanda ed alloro. Le note di frutta emergono successivamente con l'ossigenazione e ricordano la confettura di more e mirtillo, la pesca gialla matura, la ciliegia sotto spirito. In chiusura tratti terrosi, vagamente affumicati e minerali completano il quadro di un naso che varia in continuazione, di grande pulizia e finezza. Al sorso č altrettanto elegante ed equilibrato con un tannino accennato ed una frescezza che lascia presagire ad una lunga conservabilitą che premierą i pazienti con grandi sorprese future. La chiusura č lunga, piacevole, gustosa e chiude con ricordi di cacao, di confetture e di spezie. Da servire ad una temperatura consona a queste tipologie di vino, direi proprio dalla cantina a 14°C e da aspettare successivamente nel bicchiere. Per gli abbinamenti se ne potrebbe parlare molto ma lo vedo pił per chi vuole una bottiglia e non il vino al calice, per una cena a due nella quale trovare l'abbinamento ideale sembra complicato , per chi cerca un vino dalla beva di sorprendente facilitą. La bottiglia si volatizzerą nel tempo indispensabile per arrivare alla fine del primo piatto.. massimo all'inizio della seconda portata, forse proprio il momento ideale per poi pensare di assaggiare il Doną Noir, fatto di Pinot Nero in purezza ma questo č un altro vino, un'altra bottiglia e quindi un'altra storia. |

















