Mortandela fresca e affumicata
Tipico della Val di Non, è un salume di carne suina macinata e impastata a forma di polpetta, molto saporita.
La mortandela è un prodotto sostanzialmente fresco. Al naso non deve
prevalere líodore di carne e le spezie non devono essere troppo
invadenti. In bocca la qualità dipende dalla buona mondatura della
carne: non si devono sentire nodi, parti coriacee e cartilagini. Si può
consumare cruda o cotta in abbinamento a polenta, patate o verdure di
campo lesse, come il tarassaco.
La mortandela della Val di Non è stata istituita un Presidio Slow Food.
Materie Prime
Le parti del maiale con poco grasso, compreso il fegato
Storia
In passato, in Val di Non, ogni famiglia usava acquistare un
maialino alla Fiera dei Santi e allevarlo per circa 12 mesi a patate,
crusca, scarti di ortaggi e fieno. Con la carne si produceva il più
tipico dei salumi della valle, una zona storicamente a forte vocazione
norcina, usando esclusivamente il suino, compresa la gola e, più
raramente, il cuore e i polmoni.
Lavorazione
La lavorazione della mortandela non è affatto cambiata, rimane
completamente artigianale come accadeva in passato, fermo restando che
al giorno d'oggi non è altrettanto semplice reperire animali allevati
come una volta. Si ottiene disossando le carni, sgrassandole,
snervandole, macinandole e aggiungendo un mix di spezie. L'impasto così
ottenuto si divide in piccole porzioni di circa due etti. Le carni non
sono insaccate, ma appallottolate manualmente e adagiate su assi di
legno, su uno strato di farina di grano saraceno. Dopo una prima
asciugatura di circa 12 ore si passa all'affumicatura (ad una
temperatura di circa 25°C) e, dopo sei o sette ore, le mortandele devono
essere girate, una a una, perché si asciughino e affumichino in modo
uniforme. Dopo una settimana di stagionatura sono pronte, ma risultano
più gustose se lasciate stagionare per un mese intero.
A tavola
Da gustare assieme alla polenta il piatto meglio si completa se
preparato con i crauti o verdure di stagione cotte in pentola o lessate.
Fonte: www.trentinosalumi.it
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